La Società

 

 

 

 

 

 

 

La storia del “Centro Geremia”.
Tutto inizia da quel viaggio in Sudafrica…

Il “Centro Memo Geremia” nasce da un sogno, da una “visione” che ben presto si trasforma in realtà. Per capire come viene alla luce l’idea di questo impianto, il primo in Italia di queste dimensioni concepito e realizzato esclusivamente per il rugby, record che gli appartiene tuttora, bisogna tornare con la memoria al 1980. Geremia, presidente del Petrarca Rugby, parte per il Sudafrica. Una vacanza con l’amico di sempre Pino Bonaiti, imprenditore come lui, tra i fondatori della società e capitano della squadra agli albori della storia bianconera. In visita alle strutture sportive che si trovano in quel Paese, accolti dal presidente della Federazione Rugby Sudafricana Danie Craven all’Università di Stellenbosch (Città del Capo), rimangono affascinati da quegli impianti, che sono il punto di riferimento per gli Springboks, la nazionale sudafricana, e per il rugby mondiale. Durante il viaggio di ritorno i due dirigenti maturano un’idea destinata a rivoluzionare per sempre la storia del Petrarca. Un’idea apparentemente “folle”, il desiderio di avere una cittadella dedicata al rugby, visto che ormai all’Antonianum il campo “Tre Pini” non basta: lo spazio comincia a farsi angusto per le tante squadre bianconere. Geremia ne parla con qualche amico imprenditore, sparge la voce, cerca un terreno adatto allo scopo, si domanda quanti soldi occorreranno.

Parte così una raccolta fondi che non ha nulla da invidiare agli attuali fundraising, un finanziamento collettivo partito dal basso che muove persone e risorse. Le azioni della Spa appositamente creata hanno il valore di un milione di lire ciascuna, senza prevedere possibili dividendi, ma con il solo scopo di aiutare i ragazzi a giocare in uno spazio moderno, ampio, confortevole e accogliente anche per le famiglie.

L’entusiasmo cresce, il progetto è partito, il processo inarrestabile. Attorno al 1982 partono i lavori nel quartiere Guizza, a sud di Padova. Memo è contagioso, i soldi cominciano ad arrivare da amici, aziende, famiglie di tesserati, tifosi e giocatori stessi. Sono miliardi di lire, ottenuti “sulla fiducia” da un catalizzatore di tenacia e entusiasmo come solo Geremia sapeva essere. I contributi pubblici sono pochi per una scelta ponderata, per rimanere indipendenti. L’attuale “Centro Geremia” comincia a prendere forma. Nell’88, all’indomani dell’undicesimo scudetto, la squadra tricolore inizia gli allenamenti lì, mentre il settore giovanile rimarrà ancora per qualche stagione in Prato della Valle. Gli spogliatoi sono una baracca usata anche come deposito per gli attrezzi, la porta ad acca non è ancora pronta. L’attività del settore giovanile anche dopo l’apertura ufficiale rimane per tre anni al Tre Pini, prima del trasferimento definitivo di tutto il club alla Guizza. “Mi serve un milione per fare correre i nostri ragazzi”, ripeteva decine di volte al giorno il Presidente, “devi darmi una mano. L’abbonamento per le partite costa centomila lire, ma per te facciamo un prezzo speciale e puoi darmi due milioni. I giovani saranno così tolti dalla strada e potranno fare sport a casa loro”. Erano le sue frasi ricorrenti, che hanno portato all’attuale migliaio di soci, e alla decina di miliardi di lire raccolta. La struttura non ha eguali in Italia e pochi rivali in Europa come struttura interamente privata, curata con amore e ricca di campi da gioco, tribune, spogliatoi, foresteria, ristorante, palestre, uffici, ambulatori medici. Non manca la chiesa, con un centinaio di posti a sedere, collegamento ideale con i padri Gesuiti, protagonisti della storia sportiva del Petrarca. Le pareti, vetrate semicircolari, sono mobili, e l’effetto è quello di un’apertura, non solo simbolica, sui campi adiacenti. Nel corso degli anni ha vissuto la parabola di giocatori, dirigenti e protagonisti del Petrarca Rugby, ospitando battesimi, matrimoni e purtroppo anche alcuni funerali. Il 23 settembre 1989, quando l’entusiasmo di Memo ha ormai contagiato centinaia di azionisti, c’è l’inaugurazione ufficiale. A tagliare il nastro c’è anche il presidente del Coni, Arrigo Gattai, mentre Memo sorride e ringrazia gli amici più cari che l’hanno sostenuto. Il 7 gennaio 1995, però, un malore lo colpisce in casa, e Memo se ne va. Nella chiesetta che ha fatto costruire e dedicata a padre Mario Merlin riceve l’ultimo saluto: lascia un’eredità stupenda e pesante nello stesso tempo.

Con il passare degli anni il Centro si apre sempre più alla città e all’esterno. Gli spazi sono enormi, cresce la voglia di condividerli con chi vuole frequentare questa oasi di serenità. L’Università di Padova trasferisce qui per un periodo una parte della facoltà di Scienze Motorie, utilizzando aule e spazi comuni. Altre società sportive vengono ospitate nelle strutture per la loro attività quotidiana di allenamenti e partite, aziende e associazioni si fanno avanti per organizzare qui eventi e riunioni, in un ambiente così polivalente che si presta perfettamente a qualunque tipo di iniziativa: sportiva, finanziaria, benefica e così via. L’ultima innovazione è il campo da gioco in erba sintetica, inaugurato il 20 settembre 2015, costruito con le tecnologie più avanzate e regolare per partite ufficiali, grazie anche ad un sostanzioso contributo agevolato dall’allora Sindaco del Comune di Padova

Un valore aggiunto che mantiene il “Centro Geremia” all’avanguardia sotto tutti gli aspetti, e custodito con amore e attenzione da tanti dirigenti, tra tutti Carlo Sabattini (compagno di squadra di Memo e suo socio in molte iniziative imprenditoriali di successo), che in questi anni si sono succeduti alla guida della Spa, la società che ne detiene il controllo e che detta le strategie per il futuro degli impianti. Un futuro che veda sempre protagonisti i giovani e lo sport.

Organigramma


Consiglio di Amministrazione

Luca Bonaiti (presidente)

Carlo Sabattini (consigliere)

Giampietro Geremia (consigliere)

Guglielmo Bedeschi (consigliere)

Leopoldo Destro (consigliere)

Eugenio Bettella (consigliere)

Alessandro Banzato (consigliere)

Collegio Sindacale
Lucio Andrioli, Massimo Cavalca, Paolo Ferrin, Dante Carolo, Antonio Sturaro.

Revisore Legale
Fabrizio Cavinato

Segretario Operativo
Gianluca Bagherini

Amministrazione e Segreteria
Gabriella Barcaro

Lorenza Cestaro

Manutenzione Campi e Centro
Gabriele Visentin , Valentino Malatesta , Riccardo Mattiello, Stefan Oprea